Perchè lavoriamo?
Lo
scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero
(Aristotele)
- Il bisogno di un cambiamento di vita e lavoro arriva spesso domandandosi cosa conta veramente per noi: i soldi, la famiglia, il prestigio, gli amici, i figli, il lavoro, il potere, la possibilità di viaggiare, l'amore?
- La serenità dipende dall'onestà della risposta.
- E' possibile trasformare la nostra vita ?
- Dopo aver relegato i nostri sogni e desideri all'ultimo posto di una vita insoddisfacente e fatta di routine, è ancora possibile cercare di vivere bene, soddisfatti e felici ?
- A quanto pare sì, seguendo alcune semplici tecniche.
IL MOMENTO DI DIRE "BASTA"
- Isabel, medico endocrinoglogo di 43 anni, ha lasciato il suo ospedale per diventare monaca di clausura.
- Kim, professore di liceo, decise di sottoposi all'operazione che l'avrebbe reso donna.
- Miguel scelse a 47 anni di abbandonare la sua carriera di chef in un rinomato ristorante per dedicarsi alla ristrutturazione di abitazioni di piccoli villaggi spagnoli.
- Clara era giudice e oggi oltre ad insegnare danza classica è ballerina.
Era arrivato per loro il momento di dire “Basta” di decidere di iniziare da zero una vita nuova. Non era abbastanza “ritoccare” un po' la vita di tutti i giorni, renderla più accettabile, era necessario un cambio radicale, certo pensato e ben valutato, che avrebbe dato cambianto totalmente il loro modo di vivere. Ma cercavano la felicità, e così facendo l'hanno trovata. Alcuni cambiano sesso, paese, cultura, religione, altri modificano la propria professione o l'attività, ma una cosa è comune a tutti: lo stupore, l'incredulità e la sorpresa di chi è loro vicino. Il cambiamento è una decisione difficile da prendere – dicono gli esperti – ma una volta presa i primi a sorprendersi sono proprio i protagonisti, coloro che hanno scelto di cambiare. Una cambiamento totale di vita, lasciando tutto? Tutti prima o poi ci pensiamo, quando siamo oppressi dalla routine e dallo stress. I casi reali di Isabel, Miguel, Kim e Clara ci dimostrano però che si può cancellare tutto, cambiare radicalmente, crearsi una nuova vita. Prima di tutto però è necessario e fondamentale conoscersi molto bene.
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IL CAMBIAMENTO NON E' FACILE
Sebbene il più delle volte non sia necessario un cambiamento radicale per migliorare la vita di tutti i giorni, ma sia sufficiente introdurre delle piccole accortezze, gli studiosi hanno scoperto recentemente che la voglia di lasciare tutto e ricominciare da zero avviene in coincidenza della cosiddetta “crisi di mezza età”,cioè nel momento in cui ci si ferma a fare un bilancio di come si è vissuto e di cosa si è realizzato. Il cambiamento radicale è un passo difficile da compiere a qualsiasi età e spesso la routine e i legami affettivi fungono da paravento. L'inerzia, gli obblighi familiari, l'illusione della sicurezza e la precarietà di un posto di lavoro sono ostacoli posti lungo il cammino verso il cambiamento, per non parlare della paura e dell'ansia che inplica una dcisione così radicale. Nonostante tutto però – dicono gli esperti - si può scegliere di cambiare il proprio destino, lasciandosi alle spalle l'insoddisfazione e il malessere, dopo aver riflettuto attentamente e profondamente e seguendo gli adeguati iter. Sempre più persone si sentono vittime di uno stile di vita inerte, noioso e sentono di aver perso il controllo della propria vita, del proprio destino. Quando questo malessere è marcato le persone si sentono intrappolate in una realtà che non si sono scelte, e desiderano cambiare, cercando di crearsi una vita nuova che rispecchi di più i loro sogni e desideri.CAMBIARE VITA E CAMBIARE IL PROPRIO LAVORO SI PUO' !
Ecco qui alcuni consigli per trovare lavoro in modo nuovo - magari nuovi lavori, nuove possibilità' per lavorare da casa e con internet:
ANALIZZARE IL CAMBIAMENTOPrima di tutto si devono analizzare, riconoscere e ricondurre alle cause prime, gli attegiamenti che si mantengono in caso di successo o insuccesso, poiché è in queste eventuali insicurezze, timori o comportamenti accomodanti che si devono effettuare i principali cambiamenti. Cambiare la forma senza cambiare la sostanza conduce solo e sempre alle stesse conclusioni. Se si aspira ad un cambiamento che apporti una vita gratificante si può cadere nell'errore, molto comune, di idealizzare il proprio futuro immaginando un paradiso fantastico e perdendo di vista la realtà. Più il progetto di cambiamento si allontana dalle nostre reali, oggettive possibilità, più sarà vicina la delusione. Vivere in campagna o cambiare lavoro sono cambiamenti possibili solo se si è in grado di riconoscersi nei prorpi progetti, altrmenti si richia di cadere nelle trappola di un falso cambiamento. Spesso chi è annoiato dalla propria vita si crea l'idea di scomparire, di lasciare tutto per ricominciare tutto daccapo, come quelle persone che decidono di abbandonare il lavoro in città per trasferirsi in un piccolo paese. È una fuga, e quando si fugge da un conflitto questo si ripresenterà di nuovo: è sempre meglio riconoscerlo, affrontarlo e poi decidere se cambiare vita radicalmente è ancora ciò che si desidera.UN VIAGGIO INTERIOREUn altro errore comune è quello di cercare di cambiare tutto facendo in modo che nulla cambi. E' il caso di chi cambia lavoro per delle aspettative: trovarsi in un posto più piacevole, avere più tempo libero, dedicarsi a qualcosa di più incentivante. In realtà il malessere che genera questi pensieri non ha origine nel campo lavorativo, ma in se stessi per poi tradursi in una serie di abitudini che si vanno a sommare alla routine quotidiana. Il passo da cui partire prima di affrontare qualunque cambiamento consiste in un viaggio interiore, scoprirsi, re-incontrare la propria identità, la propria natura profonda. Secondo la psicologa e psicanalista spagnola Marga Pascual, “se dopo aver analizzato a fondo questa decisione si crede che la distanza tra il desiderio e la possibilità reale della sua realizzazione sia enorme, allora si è pronti ad affrontare il cambiamento e tutte le sue conseguenze. Un cambiamento di successo non è una distruzione, ma un'evoluzione che salva il salvabile e migliora il migliorabile”. Per questo conviene sempre progettare una meta precisa, realizzare un piano per ottenerla, essere realisti, creativi e flessibili, senza improvvisare. Non bisogna nemmeno auto ingannarsi e accontentarsi di spostare il proprio malessere da un punto geografico ad un altro!
INIZIARE IL PROCESSO DI CAMBIAMENTO - I 6 PASSI FONDAMENTALI:
Per darsi una seconda opportunità (dal cambiare lavoro a fare il giro del mondo, iscriversi all'università o dedicarsi ad opere umanitarie).
Ecco i 6 PASSI FONDAMENTALI che ci possono aiutare a rendere la vita più soddisfacente:
1) Prima di tutto si deve riuscire a distinguere tra un malessere esistenziale ed una inquietudine momentanea. Se la differenza tra le proprie aspirazioni e la realtà è notevole varrebbe la pena analizzare la propria esistenza e ripianificare ciò che ci scontenta. A volte l'infelicità è data dal fatto di essere poco obiettivi o dal non vedere con chiarezza ciò che ci piacerebbe fare o essere. 2) Quindi è necessario riflettere, spezzare l'inerzia ed attuare con decisione i giusti cambiamenti. Spesso questa semplice riflessione evita azzardi e delusioni. Se comunque la decisione di cambiare radicalmente vita rimane, lo si deve pianificare bene. 3) Ci si deve concedere tempo per conoscersi bene e capire ciò che realmente si vuole, soppesare e maturare bene il desiderio di cambiare. L'ansia può essere uno stimolo, ma può anche bloccare la capacità di pensare razionalmente. Si devono analizzare a fondo le proprie risorse (economiche ma anche e soprattutto di adattabilità, e creatività) per essere sicuri di poter affrontare bene qualunque difficoltà. 4) Il progetto va poi pianificato: deve essere realista, sensato e in accordo alle proprie possibilità. 5) Si devono affrontare i propri limiti per non ricadere negli errori già commessi. 6) Si devono raccogliere le informazioni necessarie e possibili che aiutino alla realizzazione del progetto evitando che si trasformi in una fantasia. Parlare il più possibile con amici e familiari aiuta molto: esporre le aspettative, i risultati che si vogliono ottenere, i progetti. Questo continuo parlarne farà sì che il progetto di cambiamento acquisti sempre più forza e realtà e ci permette di evidenziare eventuali errori, considerazioni o possibilità non ancora affrontate. Il fatto che molti cerchino di dissuadere chi vuole lasciare tutto creerà la necessità di avere un progetto solido ed argomentazioni valide.
Cambiare vita non è una scelta priva di rischi. Lasciatevi la possibilità di tornare. Calcolare i rischi e accettare la possibilità di sbagliarsi deve essere una condizione indispensabile per poter imparare dai propri errori, migliorando i progetti alternativi del futuro. Si passa quindi dalla teoria alla pratica: armati di pazienza e perseveranza, senza lasciarsi guidare troppo da impulsi e improvvisazioni e considerando attentamente ciò che si è appreso finora, sapendosi sempre ben adattare e sapendo superare crisi e modifiche dei propri progetti, si sarà pronti ad affrontare un cambiamento radicale con tutte ciò che questo comporta.Di Maria Jesus Rivasfonti: www.univision.com
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UN PO' DI PSICOLOGIA...
MOTIVAZIONE
La motivazione è l'espressione dei motivi che inducono un individuo a una determinata azione. Da un punto di vista psicologico può essere definita come l'insieme dei fattori dinamici aventi una data origine che spingono il comportamento di un individuo verso una data meta.
La motivazione svolge fondamentalmente due funzioni: attivare e
orientare comportamenti specifici. Nel primo caso si fa riferimento
alla componente energetica di attivazione della motivazione. Nel
secondo caso si fa riferimento alla componente direzionale di
orientamento.
TEORIE
La teoria freudiana delle pulsioni
Sigmund Freud introduce il concetto di pulsione definendola come un istinto
con una origine, uno scopo, e un oggetto attraverso cui avviene la sua
scarica. Utilizzando come punto di partenza un modello omeostatico
della motivazione, il padre della psicoanalisi utilizza il concetto di pulsione per spiegare anche le dinamiche proprie dell'inconsco oltre che gli stati fisiologici essenziali dell'organismo,
identificando due istinti o pulsioni di base, una legata alla
sopravvivenza e alla sfera sessuale, un'altra alla morte e alla
distruttività.
Il passaggio nella sfera cognitivo-sociale della teoria
motivazionale di Freud avviene nell'idea che gli uomini, non potendo
disporre dell'oggetto appropriato, soddisfano le proprie pulsioni con
una sostituzione di oggetto, più o meno socialmente accettata.
Attraverso questo meccanismo, detto di sublimazione,
viene identificato lo stesso apparato concettuale per spiegare il
perché delle condotte sociali e relazioni, riconducendole agli istinti
riconosciuti da Freud.
È riconducibile a questo approccio, un elevato grado di
prescrittività delle pulsioni freudiane, dette appunto istinti, anche
se l'oggetto attraverso cui avviene la scarica varia con il progredire
dello sviluppo.
La piramide dei bisogni di Abrahm Maslow
Una teoria che incentra il costrutto di motivazione come base dello sviluppo individuale è la piramide dei bisogni di Abraham Maslow,
che identifica sei fasi di crescita, successive e consecutive, tutte
incentrate su bisogni dal più semplice (legato all'aspetto fisiologico)
al più complesso (legato all'autorealizzazione):
- Bisogni fisiologici, la prima motivazione sviluppata, legati agli stati fisici necessari per vivere ed evitare il disagio (acqua, cibo, igiene)
- Bisogni di sicurezza, si manifestano solo dopo aver soddisfatto i
bisogni fisiologici, e constano della ricerca di contatto e protezione.
- Bisogni di appartenenza, desiderio di far parte di un'estesa unità
sociale (famiglia, gruppo amicale), che nasce solo dopo aver
soddisfatto i bisogni di sicurezza.
- Bisogni di stima,
esigenza di avere dai partner dell'interazione un riscontro sul proprio
apporto e sul proprio contributo, si attiva solo dopo aver soddisfatto
i bisogni interpersonali.
- Bisogni di indipendenza, esigenza di autonomia, realizzazione e
completezza del proprio contributo, si attiva solo dopo aver
soddisfatto i bisogni di stima.
- Bisogni di autorealizzazione, bisogno di superare i propri limiti e
collocarsi entro una prospettiva super-individuale, essere partecipe
col mondo.
Un bisogno insoddisfatto, concentra le energie motivazionali entro
condotte atte a soddisfare quel bisogno, non accedendo ai bisogni
superiori nella scala.
Tra le fasi ora descritte, nel modello originale del 1954, non compare il bisogno di indipendenza, come mostra l'immagine.
Dal punto di vista operativo di applicazione del concetto di
motivazione in un'ottica di valutazione, il modello di Maslow permette
di definire in maniera esaustiva le fasi di sviluppo proprie dei
contenuti motivazionali, ma ne rende poco attendibile la misura.
Le motivazioni cognitive e secondarie
Questo secondo livello delle motivazioni riguarda gli aspetti che
muovono il comportamento umano verso condotte di tipo sociale, e, dal
punto di vista dello studio, vengono spesso ricondotte a variabili di
tipo cognitivo-affettivo.
David McClelland identifica 3 motivazioni fondamentali:
- Il bisogno del successo (o della riuscita) rispecchia il desiderio di successo e la paura per il fallimento.
- Il bisogno di appartenenza combina i desideri di protezione e socialità con la paura per il rifiuto da parte di altri.
- Il bisogno di potere riflette i desideri di dominio e il timore di dipendenza.
Gli individui differiscono nella forza
di ciascuno di tali motivi, inoltre le situazioni variano nel grado in
cui sono collegate e incentivano l'uno o l'altro motivo. Un ruolo
significativo è attribuito ai processi cognitivi che catalogano gli
stimoli in relazione ai motivi, determinando natura e intensità dei
vettori motivazionali. I motivi impliciti che spingono all'azione, sono
originati dagli incentivi esterni che attivano specifiche reazioni
emotive. Successivamente, con l'apprendimento, si sviluppa uno schema cognitivo che organizza queste reazioni emotive
in categorie positive e negative, delineando così gli stimoli da
ricercare e quelli da allontanare. Con l'esperienza e l'apprendimento,
un numero sempre maggiore di situazioni si associa a questi forti
incentivi, consolidando il motivo e trasformandolo in motivazione
esplicita.
La teoria dei bisogni di base elaborata da McClelland ha posto una pietra miliare per lo studio delle determinanti cognitive della motivazione. In ambito sociale cognitivo
molti altri autori hanno sviluppato contributi significativi
nell'ambito della motivazione, concentrandosi sia sul versante teorico
di identificazione delle proprietà, sia sul versante pragmatico di
definizione operativa delle variabili motivazionali
- La
teoria dell'attribuzione di Weiner si basa sui giudizi retrospettivi circa le cause (interne o esterne)
attribuite alle proprie prestazioni. Le persone che attribuiscono i
propri successi alle capacità personali, e i propri insuccessi a un
impegno insufficiente intraprendono compiti più difficili e persistono
nonostante gli insuccessi. Diversamente, chi associa i propri
insuccessi a deficit di capacità e i propri successi a fattori
situazionali tenderà ad impegnarsi poco, e rinuncerà facilmente alle
prime difficoltà.
- La teoria aspettativa-valore (J. W. Atkinson, V. H. Vroom, Fishbein e Ajzen),
nelle sue diverse formulazioni, lega la motivazione sia all'aspettativa
sul verificarsi di determinati risultati, sia all'attrattiva di tali
esiti. Ciò che differenzia i vari modelli è il tipo di motivazioni a
cui si applica la teoria: per Atkinson (riproponendo la teoria dei
bisogni di base di Mclelland) la motivazione al successo, per Ajzen e
Fishbein la norma soggettiva, per Vroom la convinzione che il
comportamento sia realizzabile con l'impegno.
- Le teorie incentrate sugli obiettivi consapevoli. La capacità di
porsi obiettivi stimolanti e valutare su di essi le proprie prestazioni
rappresenta uno dei meccanismi motivazionali principali. La motivazione
espressa mediante il perseguimento di standard stimolanti è stata
confermata nell'ambito della ricerca sulla scelta degli obiettivi (vedi
teoria del goal setting di Locke e Latham.
Fonte: Wikipedia, l'enciclopedia libera
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Humana People to People sta cercando persone motivate e desiderose di fare nuove esperienze, di viaggiare, e di aiutare persone e ambiente nei paesi del Sud del Mondo. Viene proposta una esperienza completa di studio/apprendimento e di azione sul campo, a contatto con persone, bambini in Africa Sub-Sahariana, in programmi che variano dal lavoro in orfanotrofi a lavori sociali con i bambini delle strade, da programmi di educazione nelle scuole alla prevenzione di malattie infettive.
Humana prevede un programma di 14 mesi, suddivisi come segue:
- 6 mesi in college (CICD) in Inghilterra che permettono di raggiungere la qualifica di "Istruttore allo Sviluppo" - 6 mesi in un progetto sito in Africa Sub-Sahariana o in India - 2 mesi di valutazione del progetto eseguito (camp future)
Il programma prevede inoltre ulteriori 4 mesi pre-college (progetto GAIA) in Inghilterra, facoltativi, che permettono al futuro volontario di autofinanziarsi gli studi e il soggiorno in college.
E` aperto a chiunque, non sono richieste particolari doti se non i 18 anni di etá, la flessibilitá, la voglia di apprendere e di viaggiare per aiutare le persone, arricchendo di umanitá cosí anche se stessi.
Per ulteriori info: www.cicd-volunteerinafrica.org
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| - Il tempo è la cosa più preziosa che un
uomo può spendere
(Teofrasto)
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Lo
scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero
(Aristotele)
RISPARMIA IL TUO TEMPO E METTILO IN BANCA
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Secondo
il dizionario, è la successione
senza soluzione di continuità dei fatti e degli eventi umani; ovvero la
durata delle cose
etichettata e misurata in periodi. Mi spiego meglio: se la vita fosse
un contenitore, esso
conterrebbe probabilmente tempo!
Il tempo quindi è l'unità di misura della nostra vita.
Avete mai provato a chiedervi come impiega questa risorsa "scarsa"
l'essere umano occidentale medio?
Si alza presto, corre subito al lavoro, torna a casa per cena, guarda
la TV, va a letto presto, per poi ricominciare tutto la mattina
seguente. Questo ciclo, non solo è reiterato all'infinito, ma si
svolge a velocità folle, perchè? Perchè no c'è tempo!
Bisogna correre la mattina per arrivare in tempo al lavoro, dove si
lavora sostenendo ritmi estenuanti per produrre il più possibile nel
minor tempo possibile; a pranzo il fast food è la soluzione "migliore"
per guadagnare tempo. Il tempo sembra proprio essere la nuova ricchezza
di questo secolo, ma quanto ne rimane per sé? Intendo tempo per amare,
conoscere gente, coltivare i propri interessi, insomma tempo per
vivere? La risposta scritta - nello stress di tutte le donne e di tutti
gli uomini che vivono in questa parte del mondo - la conosciamo tutti:
pochissimo!
E'come se noi tutti fossimo rinchiusi in una macchina che corre a
velocità folle senza una meta ben
precisa; suo unico scopo è viaggiare sempre più veloce per non sprecare
tempo, la strada sulla quale
corre è il sistema sociale nel quale viviamo.
Se dunque la velocità, la fretta, la corsa sono la chiave di questo
sistema, allora noi preferiamo la lentezza, perché il cuore batte a
sessanta battiti al minuto, e nessuno può andare più veloce del proprio
cuore senza perdere la propria umanità.
Aiutateci a fermare il tempo, riprendiamoci la vita, prendiamoci TEMPO,
TEMPO, TEMPO!
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HAI GIA' MOLLATOTUTTO?
Sei felice del tuo cambiamento di vita? Vorresti vedere la tua storia pubblicata? Stiamo
cercando storie di persone che hanno mollato tutto per rifarsi una vita lontano... Scrivici adesso!
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