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malaysia.png  Malaysia


Capitale: Kuala Lumpur

Forma di Stato: federazione parlamentare

Lingua ufficiale: malese (altrettanto diffuse sono, però, il cinese, l’inglese e il tamil)

Moneta: ringgit malese


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Accordo per evitare le doppie imposizioni
L’Italia e la Malaysia hanno sottoscritto a Kuala Lumpur il 28 gennaio 1984 la Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito. Tale accordo è stato ratificato in Italia con la legge n. 607 del 1985 ed è in vigore dal 18 aprile 1986. Per ciò che concerne la Malaysia, la Convenzione si applica all’imposta sul reddito e all’imposta sui sovrapprofitti, a tutte le altre imposte supplementari sul reddito ed all’imposta sui redditi petroliferi. Ricordiamo, inoltre, che ad oggi, la Malaysia ha sottoscritto convenzioni per evitare la doppia imposizione con circa 45 Paesi.

La tassazione sulle persone fisiche
Tutte le persone fisiche, sia residenti che non residenti in Malaysia, sono assoggettate alle imposte sul reddito. Tra residenti e non residenti vi sono però notevoli differenze per quanto riguarda la tassazione sulle persone fisiche. Viene considerato residente in Malaysia colui che è stato sul territorio malese per più di 182 giorni consecutivi; colui che, pur non avendo avuto una permanenza superiore ai 182 giorni, ha soggiornato nel Paese per più di tale periodo l’anno precedente a quello di riferimento; colui che è stato in Malaysia per almeno 90 giorni, se anche per 3 anni sui 4 immediatamente precedenti a quello di riferimento era stato nel Paese per lo stesso periodo di tempo. Il reddito imponibile è assoggettato ad aliquote progressive per scaglioni che vanno, per i soli residenti, da un minimo dello 0 per cento, ovvero da un’esenzione totale fino a un massimo del 30 per cento. Sempre per i soli residenti sono previste delle detrazioni che riguardano mogli a carico, figli a carico fino al compimento del 18esimo anno di età e figli incapaci, spese mediche effettuate per sé o per i componenti il nucleo familiare (essenzialmente mogli, figli e genitori), spese effettuate per l’acquisto di apparecchiature mediche necessarie a se stesso o ai componenti il nucleo familiare. Sono totalmente esenti da tassazione, eccezion fatta per i redditi derivanti da attività indipendenti quali ad esempio i servizi di consulenza, i redditi dei lavoratori residenti in Malaysia che permangono nel paese per meno di due mesi. Per quanto concerne, invece, i soggetti non residenti in Malaysia, questi sono assoggettai ad un’imposta pari al 29 per cento, non hanno diritto ad alcun tipo di detrazione e a loro carico è prevista, inoltre, una trattenuta aggiuntiva sulle entrate che varia a seconda del tipo di reddito.

La tassazione sulle persone giuridiche
I redditi prodotti dalle persone giuridiche, senza distinzione tra residenti e non, sono assoggettati ad un’imposta del 28 per cento. Eguale aliquota si applica ad una sede secondaria di una società estera o ad una società costituita in Malaysia ma controllata da una società estera. Fanno eccezione le imprese che si occupano di estrazione e lavorazione di petrolio alle quali è applicata la c.d. petroleum tax con un’aliquota pari al 40 per cento. Sono considerate residenti in Malaysia le società la cui gestione e controllo avviene all’interno del Paese. Non sono soggetti a tassazione i redditi rimessi in Malaysia da società considerate residenti, ad eccezione di quelli derivanti da attività bancarie, assicurative, di trasporto aereo e marittimo. Esenti da tassazione sono inoltre gli interessi pagati in Malaysia da un istituto di credito ad una società non residente. Per quanto concerne le royalty pagate a società e persone fisiche non residenti, queste sono soggette a una ritenuta a titolo d’imposta pari al 10 per cento mentre gli interessi pagati a tali soggetti sono tassati al 15 per cento. Sono previste deduzioni fiscali per tutte le spese strettamente inerenti l’attività societaria e la produzione del reddito mentre non è prevista la deducibilità fiscale per le svalutazioni e gli ammortamenti, per la tassa sulle società, per gli investimenti al di fuori della gestione caratteristica, e ovviamente per tutte le spese private. La legislazione malese, per favorire lo sviluppo industriale del Paese, prevede forti agevolazioni e incentivi fiscali per gli investimenti, da chiunque posti in essere, effettuati nel settore dell’impresa manifatturiera, agricola, turistica e alberghiera, della protezione e salvaguardia dell’ambiente e della ricerca e dello sviluppo.

Imposta sul valore aggiunto e altre imposte
Fino all’anno scorso in Malaysia non esisteva una vera e propria imposta basata sul concetto di valore aggiunto. Esisteva, invece, una imposta sulle vendite, imposta che era ad valorem ed applicata a livello di importazione e di produzione. L’aliquota media che veniva applicata ai ricavi delle vendite era pari al 10 per cento. Le sigarette, i liquori e le bevande alcoliche in genere scontavano un’aliquota maggiorata al 15 per cento, mentre di contro, fermo restando l’esenzione totale per alcuni beni, il sughero, i materiali da costruzione e i generi alimentari non di prima necessità erano tassati al 5 per cento. Il 1° gennaio 2007 è entrata in vigore una riforma che ha sostituito la tassa sui servizi (che era una tassa che si applicava sui beni e servizi forniti in alcuni determinati stabilimenti) e la tassa sulle vendite con un’imposta unica sui consumi, basata proprio sul concetto di valore aggiunto. Interessante notare è che tale imposta unica, così come del resto la precedente tassa sulle vendite, si applica solamente ai beni prodotti in certe località e ai beni importati da altre certe località. Le zone malesi di Langawi, free zone e Lubuan sono, ad esempio, esenti da tale imposta. Così come la precedente tassa sulle vendite, anche l’attuale imposta unica sui consumi non si applica ai generi alimentari di prima necessità, ai materiali grezzi da costruzione, ai libri, ai giornali, alle apparecchiature fotografiche ed alle attrezzature sportive e turistiche. Inoltre, e questa è una differenza di rilievo rispetto al previgente regime fiscale, le piccole imprese sono esenti dal tributo. Per quanto riguarda le altre imposte, mentre diciamo che l’imposta sulle successioni per causa di morte è stata abolita nel 1991, sottolineiamo come attualmente l’imposta indiretta più importante sia la c.d. real property gains tax, ovvero la tassa sull’incremento di valore degli immobili. La Rpgt si applica sugli incrementi derivanti dalla cessione di proprietà immobiliari situate nel territorio malese. Per i cittadini malesi e i residenti permanenti, i profitti che derivano dalla cessione di proprietà immobiliari non sono più assoggettati a tale imposta decorsi 5 anni dall’acquisto. Sempre i cittadini malesi e i residenti permanenti hanno inoltre diritto ad un’esenzione pari alla somma più alta tra 5mila ringgit o il 10 per cento dei profitti e beneficiano di un’esenzione una tantum sui profitti derivanti dall’alienazione di un immobili privato di tipo residenziale. Per i non residenti e per gli stranieri in genere, i profitti derivanti dalla cessione di proprietà immobiliari entro 5 anni dalla data di acquisto sono tassati con un’aliquota fissa del 30 per cento che si riduce, però, al 10 per cento se la cessione avviene a partire dal sesto anno in poi. Per quanto riguarda le accise, queste sono applicate su determinati beni prodotti per il consumo locale e non su scala nazionale, con un’aliquota variabile a seconda del bene preso in considerazione.

I diritti doganali e gli investimenti stranieri
I dazi doganali sono applicati e riscossi al momento dell’importazione e gravano su di un considerevole numero di prodotti. Di regola i diritti doganali sono imposti ad valorem anche se non mancano alcuni dazi specifici basati sulla quantità delle merci considerate. L’aliquota media è del 10 per cento. I dazi più elevati, con aliquote che raggiungono il 150 per cento, sono applicati ai beni di lusso quali automobili e alcolici. Sul valore della merce già sdoganata viene inoltre applicata una tassa aggiuntiva federale nell’ordine del 5 per cento. Un regime doganale di favore esiste per gli scambi tra la Malaysia e i Paese aderenti all’Asean (Associazione dei Paesi dell’Asia Sud-orientale) nonché con riguardo alle importazioni di alcuni prodotti originari dell’Unione Europea quali latte, yogurt, burro, formaggi, i pellami lavorati ecc… Da rilevare è, infine, che benchè i diritti doganali rimangano tuttora applicabili a un considerevole numero di prodotti, negli ultimi anni il legislatore malese ha abolito i dazi sulle importazioni ad una vasta gamma di materie prime, componenti e macchinari. Per favorire, invece, le imprese che realizzano prodotti destinati all’esportazione, sono state create in Malaysia ben 14 zone franche all’interno delle quali i controlli e le formalità doganali risultano molto semplificate. Per quanto concerne gli investimenti stranieri, il governo malese incoraggia e favorisce gli investimenti esteri tramite la costituzione di joint-venture con imprese locali, soprattutto nel settore manifatturiero. Con riferimento alla percentuale di partecipazione straniera in joint-venture con società locali, non è previsto alcun limite alla stessa per quelle imprese che esportano almeno l’80 per cento della produzione, mentre limiti alla partecipazione azionaria estera vi sono per quelle imprese che esportano una percentuale inferiore all’80 per cento della loro produzione complessiva. Una partecipazione azionaria del 100 per cento è tuttavia consentita per quelle aziende che producono prodotti ad elevato contenuto tecnologico o prodotti considerati di importanza prioritaria per il mercato interno malese.

di Mauro Di Biasi

Fonti informative:
- Periodico di fiscalità ufficiale:  www.fisconelmondo.it pubblicazione dell'Agenzia delle Entrate - Settore Comunicazione Istituzionale




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