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TRASFERIRSI A VIVERE E LAVORARE IN SPAGNA (Valencia):
Fabio Gava, sei mesi per imparare lo spagnolo si sono trasformati in quattro anni di permanenza in Spagna

Di Tania Bolsi 20/12/2010



Imparare lo spagnolo, così da arricchire il proprio curriculum vitae e magari ottenere anche l’ambito posto fisso, era l’obiettivo di Fabio Gava, 28 anni originario di Vittorio Veneto (Treviso).

Dopo la laurea in Scienze politiche per le relazioni internazionali e contratti di lavoro a termine in Italia Fabio ha lasciato lo stivale nel marzo del 2006 alla volta di Valencia, dove tutt’ora vive e lavora nel mondo della logistica ritagliandosi tempi per il sito web personale www.fabiogava.com e per la corsa, sua grande passione che lo ha condotto a partecipare alla maratona di New York nel 2010.


Qual era il tuo lavoro prima di lasciare l’Italia?

All'epoca lavoravo al controllo di gestione di una ditta del mio "ricco nord-est", di contratto determinato in contratto determinato tramite un'agenzia di lavoro interinale.
Perché hai lasciato l’Italia? 
Inizialmente dovevo andarmene da Vittorio Veneto solo per sei mesi, questa era la mia idea: solo sei mesi, indispensabili per tornare con un bagaglio pieno di nuove esperienze.


Perché hai scelto la Spagna?

Ho scelto la Spagna solo ed esclusivamente perché il mio obiettivo era imparare lo spagnolo, la seconda lingua più parlata al mondo dopo il cinese, che ritenevo necessario per riuscire a trovare un lavoro migliore, più gratificante ed, ovviamente, meglio retribuito.
Per una serie di circostanze, a quattro anni e mezzo dalla mia partenza, mi trovo ancora qui, non certo perché ancora non ho imparato la lingua (ride, ndr).
Un paio di mesi prima di questa mia decisione infatti ebbi l'opportunità di fare un viaggio di tre settimane in Sud America, visitando Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay: fu qui che capii che imparare il castellano mi avrebbe aperto un mondo. E così mi decisi e partii alla volta di Valencia.


Come mai hai scelto proprio Valencia?

Perché Valencia? Beh, qui non avevo alcun contatto italiano ed avrei "dimenticato" completamente l'italiano. In più, Valencia era la città che di lì a poco avrebbe anche ospitato la 32a edizione della Coppa America di vela.
Valencia é una città stupenda dal punto di vista del clima: c’è il sole per la maggior parte dell'anno e temperature miti anche durante l'inverno.




Prima della Spagna avevi trascorso periodi all’estero?

Prima di trasferirmi in Spagna avevo già al mio attivo periodi di lavoro all'estero, ma solo della durata di tre o quattro mesi: nel 2003 ho fatto il "lifeguard" negli USA e nel 2004 il barista a Londra.


Com’è iniziata la tua nuova vita a Valencia?

A Valencia ho iniziato lavorando nei negozi di merchandising della base di Alinghi, all'epoca il defender svizzero della Coppa America di vela ed anche del Desafio Español, la squadra spagnola che partecipava alla competizione. Ancora non avevo molta dimestichezza con lo spagnolo, però "servivo" per relazionarmi con clienti che parlavano inglese o italiano.


E poi?

Dopo aver frequentato un master di un anno in commercio internazionale, trovai lavoro in una ditta di logistica, dove tutt'ora lavoro e dove mi occupo di export di prodotti forestali.
Ho un contratto a tempo indeterminato e mi sento molto avvalorato, e non solo a parole, infatti lo dimostrano con bonus ed aumenti annuali.


Quali passioni hai?

Mi piace la fotografia (potete dare un'occhiata qui: www.flickr.com/fabiogava) e nell'ultimo anno mi sono appassionato anche alla corsa. Recentemente ho concluso la mia prima maratona, a New York.








Com’è la vita in Spagna?

Ultimamente la Spagna non naviga in buone acque, soprattutto analizzando le percentuali di disoccupazione, che oramai arrivano a sfiorare il 20%.
 Ad ogni modo, sono convinto che un italiano all'estero abbia sempre qualche punto in più da sfruttare rispetto ad un"indigeno": sa parlare una lingua in più, ha una mentalità più aperta e può apportare diversi punti di vista rispetto agli standard locali.
 A me, personalmente, é andata molto bene, ma non credo sia stata solo una questione di fortuna: a volte la fortuna te la devi anche cercare, non solo starla ad aspettare.


Ti manca qualcosa dell’Italia?

Le cose che più mi mancano dell'Italia sono certamente la famiglia e gli amici. Dicono che più diventi vecchio e più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane, e credo sia vero.
 Ad ogni modo, Valencia é a poco meno di due ore di volo da Treviso, e tra l'altro recentemente Ryanair ha collegato direttamente le due città con voli molto economici.





Hai il desiderio di ritornare in Italia?

Sto bene in Spagna e vengo sempre volentieri in Italia circa due volte l'anno, e mi basta.
 L’Italia è un bellissimo paese, anzi il più bello in assoluto, con dei posti magnifici che tutto il mondo ci invidia. Ma per viverci... beh, questa é tutta un'altra storia!


Consiglieresti la Spagna come meta per una vacanza oppure per espatriare?

Credo che non ci sia paese che non consiglierei come meta di un viaggio: ogni esperienza, cultura, lingua, e via dicendo...ci fanno crescere e maturare. Steinbeck scrisse che "non sono le persone che fanno i viaggi, ma i viaggi che fanno le persone". Nulla di più vero.
Se dipendesse da me, non smetterei mai di viaggiare. Ma purtroppo, per farlo servono i soldi (a volte ne bastano anche pochi, ma sempre soldi), e per fare i soldi bisogna lavorare.
Per ora, grazie al mio lavoro, riesco solo a mandare container in quasi tutti i paesi del mondo; ecco, magari il mio prossimo obiettivo potrebbe essere quello di fare come i "miei" cari amati container.


Di Tania Bolsi 20/12/2010


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