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TRASFERIRSI A VIVERE E LAVORARE IN CANADA (Toronto):
Angela ha trovato la felicità in Canada dopo una vita molto faticosa e travagliata

Di Nicole Cascione 10/01/2011



Angela, nome di pura fantasia, è una donna di 64 anni, che ormai da 10 anni si è trasferita a vivere in Canada. Ha avuto una vita molto faticosa e travagliata, ha dovuto affrontare tantissimi ostacoli e molteplici difficoltà, trovando sempre la forza di andare avanti, di non abbattersi mai e di guardare al futuro con la speranza di chi ha nel cuore solo tanto coraggio, oggi ha finalmente trovato la felicità in Canada.
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Per quale motivo hai deciso di trasferirti in Canada? Cosa ti ha spinto a mollare tutto e a ricominciare una nuova vita in un Paese così lontano?
Non ho avuto una vita facile sin dall’adolescenza, ho dovuto sopportare tanto dolore e alla fine, nonostante le incertezze e i numerosi dubbi, ho preso una decisione che, con il tempo, si è rivelata essere quella giusta.
Sono nata a Bari 64 anni fa e all’età di 14 anni mi sono sposata, ero convinta di aver trovato l’uomo giusto, ma mi sbagliavo. Mio marito era un alcolizzato, incapace di mantenere un lavoro per più di una settimana. Per aiutare la numerosa famiglia, lavoravo instancabilmente dalla mattina alla sera, lavando portoni e svolgendo altri lavori molto umili. Diedi alla luce 7 figli, uno dei quali omosessuale, che morì a causa di una grave malattia. Dopo questa dolorosa perdita, lasciai mio marito sbattendogli la porta in faccia mentre i figli più piccoli, ancora incapaci di provvedere a sé stessi, li affidai a mia madre, dopodiché andai via.

A questo punto, decisi di trasferirmi a Roma, qui conobbi un altro uomo, nuovamente mi fidai, nuovamente restai delusa. Nulla più mi teneva legata ad un Paese che per me aveva significato solo dolore e disperazione. Così, decisi nuovamente di partire, ma questa volta sarei andata più lontana, avrei raggiunto mio fratello che da molti anni si era trasferito in Canada.

Il Canada era bellissimo, ricco di foreste, di paesaggi fantastici, di strade grandi e sempre pulite, di gente sempre sorridente e ben disposta verso gli altri. Decisi, di restare, seppur a malincuore. Cambiare vita non mi metteva paura, l’incertezza del futuro era certamente fonte di grande preoccupazione per me, ma continuare a vivere in Italia, tra la disoccupazione e gli amori difficili era indubbiamente l’alternativa peggiore.



I primi anni non furono per nulla facili, vi erano numerosi problemi burocratici legati al permesso di soggiorno, così ero costretta a fare ritorno in Italia ogni 6 mesi. Perciò era difficile, per me, riuscire a trovare un lavoro stabile, che mi permettesse di non gravare sulle spalle di mio fratello. Qualche anno dopo, ogni singolo tassello iniziò ad andare al suo posto. Conobbi un vedovo italiano, emigrato in Canada 47 anni prima e dopo qualche anno di frequentazione ci sposammo, così ottenni il permesso di soggiorno e diventai, finalmente, cittadina canadese.

Ora viviamo a Toronto. Non avevo grandi progetti né grandi aspirazioni al momento del definitivo trasferimento, desideravo solo trovare un buon impiego che mi permettesse di vivere degnamente. In poco tempo trovai un incarico come assistente agli anziani, aiutare gli altri era sempre stato il mio sogno ed ora in questa magica terra si è realizzato.


Lo stipendio, così misero in Italia, è ora, molto più consistente, tanto da consentirmi di poter condurre una vita agiata e tranquilla.
Al momento del trasferimento, non trovai molte difficoltà ad adattarmi al diverso stile di vita dei canadesi. La lingua così diversa, invece, mi creò non poche difficoltà, ma la cerchia di amici che ora frequento è prevalentemente formata da italiani emigrati, tra i quali ci sono abruzzesi, calabresi, pugliesi, siciliani, ecc…




Oggi ho finalmente trovato la felicità, ma l’Italia mi manca, mi mancano i miei figli, la mia famiglia, mi manca il clima italiano, poiché gli inverni in Canada sono molto lunghi e rigidi. Specialmente durante i periodi festivi la malinconia si fa sentire pesante come un macigno nel cuore. Vorrei avere accanto a me tutti i miei figli e i miei nipoti. Non rifarei gli errori commessi in passato, non sposerei quell “uomo” meschino, che mi aveva promesso il paradiso, donandomi poi l’inferno, di conseguenza tutto sarebbe stato diverso, o forse sarebbe stato esattamente tutto uguale.



Nonostante continui ad amare l’Italia, apprezzo molti aspetti del Canada, quali l’ordine per le strade, l’educazione e il rispetto tra persone, ma ciò che apprezzo in assoluto è la possibilità di lavoro. I giovani in Italia, restano per molto tempo legati alla propria famiglia, è difficile tagliare il cordone ombelicale soprattutto a causa della mancanza di lavoro e di stipendi miseri. In Canada è tutto molto diverso. I ragazzi sono molto più intraprendenti e alla giovane età di 18 anni si sentono pronti a lasciare la famiglia d’origine e ad iniziare così una nuova vita, favoriti dalla presenza di posti di lavoro molto remunerativi. Si assumono velocemente le proprie responsabilità e in poco tempo riescono a costruirsi un avvenire sicuro.

Consiglierei a chiunque di trasferirsi in questa meravigliosa terra, offre tantissime possibilità e soprattutto un futuro sereno. Mi piacerebbe che i miei figli mi raggiungessero, ma come è naturale, ognuno di loro ha la propria famiglia, due di loro vivono a Londra, dove hanno aperto un ristorante, gli altri, invece, sono rimasti in Italia.Ogni volta che ne ho la possibilità, corro a trovarli.”

Alla domanda “Angela, che squadra tifi?”, mi ha risposto, senza nessun indugio “Ovviamente  Juve!!”


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Di Nicole Cascione 10/01/2011






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