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PROFESSIONE MERCENARIO: Come si diventa mercenario

Di Jilian Cosci 22/03/2012



MERCENARI: criminali, avventurieri o semplici professionisti?
La figura dei MERCENARI, o dei “SOLDATI IN AFFITTO”, che dir si voglia è avvolta da un alone di mistero e da una fitta coltre di pregiudizi!
Per fare un po’ di chiarezza, innanzitutto, definiamo tale figura professionale. Un MERCENARIO è un militare, egli compie azioni militari per conto di un privato, una società o di uno Stato, secondo un contratto prestabilito e accettato contestualmente, in cambio di un lauto compenso.
La particolarità del MERCENARIO è che con un libero contratto si stabiliscono i suoi doveri verso il suo committente; quindi non bisogna confondere i MERCENARI con i SOLDATI DI LEVA OBBLIGATORI, i quali, sono costretti a combattere per lo Stato, o i VOLONTARI che, invece, combattono per i loro ideali.


DAL DISPREGIATIVO “MERCENARIO” ALL’ESALTATIVO “CONTRACTOR”
Nell’era contemporanea i MERCENARI svolgono i propri servizi “militari” attraverso delle compagnie militari private, le quali offrono anche consulenze e servizi specialistici. A causa della visione dispregiativa del termine MERCENARIO, si è iniziato a utilizzare il termine inglese CONTRACTOR per identificare tutte quelle persone che svolgono attività militari.
In realtà tal eufemismo è stato introdotto per indicare qualsiasi persona che s’impegna nello svolgimento di un particolare compito stabilito da un contratto o simile, con qualunque profilo professione e in qualsiasi ambito lavorativo.

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UN PO’ DI STORIA…

Nel corso della storia, si possono individuare tre fondamentali tipi di servizio mercenario, anche se non sono nettamente distinguibili tra loro:
    •    il contratto individuale tra un Signore e un Uomo d’arme;
   •    il contratto tra un Signore e un Capitano di Ve
ntura, che si impegnava per un tempo prestabilito e dietro compenso, solitamente pagato in anticipo, ad armare, equipaggiare e addestrare a sue spese una truppa;
   •    infine, esi
steva un contratto, il quale prevedeva l’arruolamento di uomini che non dovevano essere necessariamente dei sudditi, ma che erano disposti a combattere per uno Stato, il quale predisponeva i quadri gerarchici e forniva loro sia l’equipaggiamento, sia le armi.
La figura dei MERCENARI ha radici molto antiche, infatti, vediamo che essi erano diffusissimi già presso i popoli dell’antico Oriente.
In Cina il FENOMENO MERCENARIO fu collegato
al processo di formazione di un impero unitario tra il IV e il III secolo a. C.
A quel tempo, il sistema feudale cinese ced
eva il passo a stati sempre più vasti e potenti che si formavano in seguito a guerre e trattati tra gli antichi principati. Il Fenomeno mercenario nasceva dall’esigenza di eserciti sempre più numerosi, quindi, non più le modeste formazioni feudali, composte prevalentemente di nobili su carri da guerra con piccoli reparti di fanteria reclutata nel paese, ma complessi eserciti nei quali, oltre alla fanteria, si reclutava tra il popolo anche una parte della cavalleria. Così fu preparata la mentalità e la struttura del grande stato unitario realizzato nel III secolo a. C. con l’impero Han.

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Nel fronte Mediterraneo, e principal
mente in Sicilia e nella Magna Grecia, comparvero a più riprese, intorno al IV e III secolo a. C., varie milizie mercenarie reclutate sempre tra le popolazioni locali.
Nel resto dell’Europa, invece, la comparsa del fenomeno mercenario fu collegata alla nascita degli stati moderni, basati sull’autorità regia e centralizzata, a scapito della nobiltà feudale, e bisognosi di eserciti dotati di fa
nteria pesante numerosa e agguerrita per fronteggiare adeguatamente l’urto della cavalleria e dell’artiglieria. Tuttavia, in molti casi i nobili e avventurieri di svariate provenienze, anziché integrarsi nella corte del sovrano, costituivano proprie milizie mercenarie con le quali, poi, potevano esercitare una sorta di brigantaggio oppure trattare con il Re da una posizione più forte offrendogli i servizi di una forza militare armata e addestrata. Molti di questi “Capitani” ricevevano come compenso delle terre da governare, recuperando perciò un potere politico di rilievo. In alcuni casi la fama di queste truppe mercenarie era tale che altri stati ne richiedevano i servigi e la trattativa si svolgeva a livello di sovrani. Questo tipo di servizio mercenario si diffuse un po’ in tutta Europa durante l’era Medievale e Moderna.
Tuttavia, dopo la fase degli stati nazion
ali, non si ebbe un’estesa ripresa del fenomeno mercenario, anche se dalla fine dell’Ottocento alcuni eserciti europei, e in particolare quelli di Francia e Spagna, fecero ricorso al reclutamento sistematico di mercenari che offrivano individualmente i loro servigi ed erano inquadrati in apposite formazioni organizzate e guidate dallo Stato.
Dopo il secondo conflitto mondiale bande mercenarie, messe insieme da avventurieri generalmente tra reduci di guerra, criminali politici sfuggiti alla cattura, sbandati di diversa natura, furono ingaggiati da organizzazioni europee o locali nelle numerose guerre in atto in Africa, Asia e America Latina.

Il fenomeno mercenario ha rag
giunto il picco di notorietà in Iraq e altri paesi del Medioriente durante la Seconda Guerra del Golfo e negli anni successivi. Oggi i mercenari in Iraq rappresentano la seconda forza in campo militare subito dopo gli Stati Uniti e prima della Gran Bretagna.

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I MERCENARI E LE LEGGI NAZIONALI
La figura del MERCENARIO non è regolamentata nel diritto bellico internazionale e l’operato dei mercenari non rientra nelle norme delle Convenzioni di Ginevra, tuttavia, il protocollo aggiuntivo sottoscritto nel 1977 si preoccupa di chiarire il significato di tale termine, agli articoli 47 e seguenti:


Art. 47 MERCENARI.
    •    Un mercenario non ha
diritto allo statuto di combattente o di prigioniero di guerra.
    •    Con il termine “MERCENARI
O” s’intende ogni persona:
    •    che sia appositamente reclutata, localmente o all’estero, per combattere in conflitto armato;
    •    che di fatto prenda parte diretta alle ostilità;
    •    che prenda parte alle ostilità spinta dal desiderio di ottenere un profitto personale, e alla quale sia stata effettivamente promessa, da una Parte in conflitto o a suo nome, una remunerazione materiale nettamente superiore a quella promessa o corrisposta ai combattenti aventi rango e funzioni similari nelle forze armate di detta Parte;
    •    che non sia cittadino di una Parte in conflitto, né residente di un territorio
controllato da una Parte in conflitto;
    •    che non sia membro delle forze armate di una Parte in conflitto;
    •    che non sia stato inviato da uno Stato non Parte
in conflitto in missione ufficiale quale membro delle forze armate di detto Stato.

Tutti i Paesi hanno una legislazione particolare per questo genere d
i attività mercenarie, ecco di seguito, alcuni esempi:

    •    In Italia non è possibile fare parte di truppe al soldo di un altro Stato.
    •    I cittadini austriaci perdono la cittadinanza automaticamente se fanno parte di truppe mercenarie.
    •    In Francia valgono i principi delle Convenzioni di Ginevra.
    •    In Inghilterra
è illegale far parte di truppe mercenarie, ma negli ultimi anni ci sono state diverse deroghe.
    •    In Sud Africa una legge il “Foreign Military Assistance Act” chiarisce che i cittadini non possono fare parte di truppe a contratto se non per missioni umanitarie.
    •    La Svizzera non permette attività mercenarie dal 1927, con l’eccezione dell
e guardie svizzere in Vaticano.
    •    Negli Stati Uniti d’America la legge permette anche l’uso di forza letale alle società private.


COME SI DIVENTA MERCENARIO

Caratteristiche di un MERCENARIO

I MERCENARI sono dei combattenti abili, feroci, temibili e spregiudicati, che pongono le loro energie e i loro servizi a chi li ingaggia a pagamento. Non conoscono parte e non seguono principi; non nutrono scrupoli morali, non temono ritorsioni e non hanno alcun rimorso.

La loro bandiera è di chi offre loro maggior denaro.

I MERCENARI credono solo nel denaro, che è l’unico scopo della loro vita. Per denaro eseguono qualsiasi mansione.

La segretezza del committente è assoluta.

I servizi a pagamento sono svariati: tra questi rientrano missioni di spionaggio, di protezione, agguati e pestaggi. Per ognuno di essi esiste un tariffario dettagliato. Ogni incarico deve essere svolto con professionalità, rapidità e spietatezza.

In definitiva i MERCENARI, con il loro lavoro, consentono a chi non ha il coraggio o la possibilità di compiere gesta, anche malvagie, di realizzare i propri desideri.

Stile e comportamento

FRATELLANZA: questo principio va oltre il significato del termine e si traduce in un concreto modus vivendi che si manifesta con la fiducia e il sostegno reciproco tra i mercenari.

UNITÀ: i MERCENARI raramente agiscono da soli, ma si muovono quasi sempre in un gruppo unito e compatto, gerarchicamente inquadrato.

PRODOTTO: è il principio di ogni MERCENARIO. Ciò che li muove, infatti, non è un ideale, ma un bene tangibile, il denaro in primis.

UBBIDIENZA: gli ordini devono essere eseguiti in maniera rapida ed efficiente, senza discutere.

Requisiti di ammissione

Tra i MERCENARI non esistono incompatibilità di sesso, razza, religione, orientamento politico, ecc., perché un buon mercenario prescinde da tali caratteristiche, ma dipende unicamente dalla preparazione acquisita, prima frequentando una buona “Accademia” e, poi, con l’esperienza sul campo.

Esistono invece dei requisiti formali ben precisi, che sono collegati con le varie cariche di mercenari, tuttavia essi non sono sufficienti per diventare un MERCENARIO. Infatti, tutti quelli che rientrano nei suddetti requisiti, sono sottoposti a un colloquio attitudinale atto a valutare se le inclinazioni, le attese, il temperamento e la disponibilità siano idonei a investire su di loro tempo ed energie.

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I NUOVI MERCENARI

Il miraggio dei soldi facili e quella “strana voglia” di andare alla guerra si scontrano con la Convenzione Onu del 1989, entrata in vigore nel 2001, che vieta l’addestramento e l’impiego di mercenari, tuttavia essa è facilmente eludibile…
Infatti, secondo le stime di International Consortium of Investigative Journalists, diffuse dalla rivista Analisi Difesa www.analisidifesa.it, le principiali Pmc (Private Military Company) operative in tutto il mondo sono circa ottanta, e una dozzina quelle che hanno cessato l’attività. Generalmente le società ancora esistenti dispongono sia di pubblicazioni, sia di siti internet, ma riescono a sopravvivere solo perché sono molto generiche nel definire i propri servizi e tendono a evitare visibilità. Più precisamente tali società celano la loro reale attività attraverso la fornitura di pacchetti integrati di sicurezza; usano termini tecnici e asettici che indicano un’ampia gamma di servizi di sicurezza, personale qualificato a tutti i livelli, dallo smistamento all’addestramento di personale locale, alla protezione di comunicazione, sedi diplomatiche, personalità famose. Dall’elencazione di questi servizi si può notare com’è labile il confine tra le suddette attività di “sicurezza” e i ruoli più attinenti alle operazioni belliche.

Le principali sedi di queste società si trovano negli Stati Uniti d’America, in Gran Bretagna e in Sudafrica, ma almeno due compagnie hanno sede anche in Italia: la Defense Security Training Service e la Presidium International Corporation.



Di Jilian Cosci 22/03/2012

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