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TRASFERIRSI A VIVERE IN COSTA RICA DA PENSIONATO
Gabriele, ex commercialista brianzolo, si è trasferito in Costa Rica dove vive con la sua pensione
Di Massimo Dallaglio 21/08/2013



Ciao a tutti, sono Gabriele da Monza, ho 20 trentasei anni (56) molti dei quali vissuti in Brianza.
Ho sempre avuto periodiche e lunghe frequentazioni con l’estero: in Francia, Filippine, Grecia e Federazione Russa. Ho conseguito un Master in Economia Aziendale, e sono stato iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti e al ruolo ministeriale dei Revisori Contabili. Ho svolto la mia ultratrentennale professione, collaborando con Tribunali lombardi, Enti Pubblici, Istituti Bancari e società di diritto privato, italiane ed estere.
Due anni fa mi sono trasferito in Costa Rica dove vivo con la mia pensione!

Gabriele Rivolta MOLLO TUTTO Costa Rica

Quali sono state le tue motivazioni dell’espatrio?

Stante l’attività di cui sopra, ho sempre avuto modo di tastare il “polso” della situazione economica italiana, che iniziò il suo declino all’inizio degli anni novanta, ai tempi della famosa inchiesta detta “Tangentopoli” o anche “Mani pulite”. In quel tempo mi accorsi, che le aziende chiudevano sempre più frequentemente e non venivano sostituite da altre e quelle imprese, figlie del boom economico degli anni ’60, avevano forti problemi di ricambio generazionale, finendo poi, per questo motivo, in mano a investitori esteri. Insomma, il tessuto economico si stava deteriorando sempre più e abbastanza velocemente, favorito in questo, dalla latitanza del mondo politico e istituzionale, impegnati nella guerra, in atto all’epoca, tra i poteri dello stato. Di pari passo assistevo alla perdita dei valori morali di una società sempre più decadente, etero diretta, con sempre meno ideali nobili e sempre maggiori appetiti consumistici. Abbastanza schifato e preoccupato da questo scenario, poco dopo l’11 settembre partii per le Filippine, dove aprii un piccolo ristorante con un socio, che però vendetti l’anno successivo: non ero ancora pronto al salto. Ritentai nel 2006 aprendo una società a Mosca, dove vissi per tre anni, importando piastrelle e cotto dall’Italia. Finita anche quell’avventura rientrai in patria, incappando in guai psichici - fisici, che mi portarono alla pensione d’invalidità, passai conseguentemente anche guai giudiziari, che mi costrinsero alla detenzione domiciliare durata ben sette lunghi mesi. Le ragioni e gli sviluppi, tuttora in corso avanti alla CEDU Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, li potrete scoprire leggendo il mio libro citato qui sotto. Decisi così, di abbandonare il mio paese, lasciando i miei affetti più cari e partendo da solo. Non avevo paura, ero armato dalla una feroce determinazione di lasciare un paese ormai per me incivile. La mia vita l’ho re iniziata almeno una decina di volte, una in più non avrebbe spostato i miei equilibri.

Gabriele Rivolta MOLLO TUTTO Costa Rica 6.JPG

Perchè hai scelto proprio il Costa Rica?

La decisione risale a due anni fa e dal quel momento, iniziai la ricerca del paese nel quale andare a vivere. Stante quella ‘particolare condizione’ avevo davanti a me sette mesi di tempo per poter operare la scelta. Iniziai partendo dalla lista delle 193 nazioni aderenti all’ONU e operai molti scarti per ragioni geografiche. Rimasero circa una trentina di paesi e, grazie a ricerche mirate su internet, mi costruii un data base che comprendeva svariate informazioni quali: religione, forma di governo, clima, etnia dominante, lingua parlata, situazione sanitaria, cultura, livello di scolarizzazione ecc. Anche qui operai uno scarto, mai avrei potuto pensare di andare a vivere in un paese totalmente differente dal mio quale il Bhutan, per fare un esempio. Rimasero così una dozzina di paesi compresi nell’area centro-sud americana e alcuni arcipelaghi nel Pacifico. Scartai questi ultimi perché, sebbene bellissimi ed esotici, a mio giudizio non rappresentavano posti dove poter vivere “appieno”, data la limitatezza dei loro spazi. A quel punto andai più a fondo con le ricerche sui rimanenti paesi e scoprii molte cose interessanti sulla Costa Rica. Mi colpì la storia della sua indipendenza, repubblicana e democratica fin dagli albori nel 1823. Il fatto che fosse considerato il Paese più felice del mondo (Happy Index Planet), mi diede la gioia per continuare le ricerche. La vocazione alla preservazione ambientale, la quantità strabiliante di territorio sottoposto a tutela (circa il 27%), la straordinaria bio diversità (in un territorio pari a un decimillesimo delle terre emerse è presente quasi il 5% della bio diversità planetaria) fu una gradita sorpresa. Infine, la mancanza di un esercito, molto importante per me che odio le armi, i cui fondi sono stati destinati, fin dal 1948, alla sanità e all’istruzione, la sua neutralità pur essendo ricompresa in un’area geografica ad alto rischio bellico, alcune sue strutture universitarie come l’EARTH e anche l’etnia dominante composta di discendenti spagnoli con la loro religione cattolica, mi fecero propendere per questa nazione. Avevo e ho tutto un piano B che non rivelo per scaramanzia. Poco importava che parlassero spagnolo, una lingua a me non conosciuta ma abbastanza simile all’italiano, anzi per me, che comunico in altre cinque lingue, era uno stimolo in più. Operata la scelta, m’iscrissi a Livemocha.com per apprendere la lingua e iniziai a testarla chiedendo a caso amicizie su Facebook sia a Ticos (così sono chiamati i costaricensi) che a italiani già residenti, ne collezionai circa un migliaio; leggendo i loro post capivo un po’ di più il paese e anche la lingua. Studiai la Ley de Migracion al fine di ottenere la residenza e sbarcai in Costa Rica, proveniente dall’Italia, con i documenti pronti, li presentai alla Migracion in capo a qualche giorno. Studiai la storia, la geografia e la cultura, m’iscrissi al sito del quotidiano La Nacion e anche a quello de El Financiero, trovai un canale televisivo in spagnolo che ascoltavo mentre facevo altre cose. Tramite Facebook venni casualmente in contatto con molte persone tra le quali Orietta una Tica di San Josè. La stessa mi ha dato, successivamente, un grosso aiuto in tutto; parla italiano avendo studiato a Siena, è stata due volte Segretario della Camera di Commercio Italo Costarricense, ha lavorato per 16 anni all’I.C.T. (Istituto Costaricense del Turismo, in pratica il ministero), è la titolare di un hotel ostello in centro a San Josè, dove è tuttora ubicata la mia base. La cosa più importante è che Orietta ha una famiglia sterminata, composta di circa 200 cugini (uno di essi è il prossimo candidato alle Presidenziali 2014) che in Costa Rica sono un grande patrimonio di conoscenze e per i compiti svolti ne conosce cento volte di più. Altra cosa che feci, sempre tramite internet, fu la ricerca di associazioni di volontariato, non senza difficoltà, poiché intendevo trovare associazioni vere, senza scopo di lucro, non quelle mascherate che chiedono ai volontari oltre 50 dollari giornalieri per lavorare.

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Come te la stai cavando in Costa Rica, di cosa ti occupi?

Senza eccessivi problemi di denaro, o meglio non avendo ‘fame’ di denaro (basta sapersi accontentare), giacché la mia pensione era, ed è, più che sufficiente per vivere dignitosamente, il 29 giugno 2012 atterrai in Costa Rica, portando con me l’idea di dedicarmi a tempo pieno al volontariato. Avevo alle spalle alcune esperienze italiche ed europee in questo settore, esperienze che mi avevano fatto apprezzare questo mondo disinteressato e affascinante. Non che io abbia un animo più filantropo di altri, ma il volontariato presentava e presenta alcuni aspetti per me molto interessanti. In primo luogo la vita di gruppo, frugale e all’aria aperta è per me accattivante, così come la conoscenza di compagni internazionali, delle loro culture e delle loro visioni di vita così diverse dalle mie. Sono ottime occasioni per apprendere qualcosa di nuovo, così come per insegnare loro qualcosa di diverso. Generalmente le locations dei campi di volontariato sono immerse in una natura ancora selvaggia, ma che allo stesso tempo necessita del rispetto e della protezione più assoluta. In questo campo si apprende ancor di più che dagli scambi culturali tra compagni, quello che s’impara è un qualcosa che entra non solo nella mente ma anche nel profondo dell’anima per rimanerci in eterno. Non mi considero un “talebano” ecologista, ma vi sono “quadri naturali” che suscitano emozioni intime. Più prosaicamente la vita da volontario permette di mantenersi con pochi, pochissimi stramaledettissimi soldi, con poche pochissime necessità. Tutto sta nell’adattarsi ad accontentarsi godendo di ciò che si dispone. Ciò ha il vantaggio indubbio di tenervi, vostro malgrado, lontano dalle tre grandi minacce del nostro tempo: televisione, pubblicità e partiti politici. E’ vero nella foresta è impossibile trovare chi mi serva un mojito al tavolino di un bar di un centro commerciale, però per verso, sempre incontro magicamente me stesso e per me stesso intendo la mia coscienza più vera e a volte, con un po’ di fortuna, anche il mio inconscio. Non a caso ho usato il termine magicamente: come definire altrimenti un’emozione che appare all’improvviso davanti agli occhi, palpabile ma eterea allo stesso tempo, della quale forse sospettavo l’esistenza e che sento uscire da dentro di me dove è sempre rimasta imprigionata dalla vita di tutti i giorni? E infine la motivazione più significativa, che chiamo anche il “grande sogno”, o anche forse “l’illusione”: che il mio impegno possa servire, per lasciare qualcosa di bello ai miei nipotini e ai loro coscritti, sia in termini di preservazione materiale dell’ambiente che d’esempio. Queste sono le premesse di cos’è per me il volontariato, premesse alle quali va aggiunto ovviamente anche il lavoro che si svolge, a volte duro, durissimo per un ex commercialista come me che non ha mai fatto nella vita lavori manuali. Usare per molte ore al giorno piccone, vanga e machete causa molta fatica ma soprattutto grosse vesciche. Le vesciche che ho ottenuto, sono state una sorta di promozione sul campo, una medaglia al valore della quale andare oltremodo fiero. Eppure fanno male, lo posso garantire.


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Gabriele Rivolta MOLLO TUTTO Costa Rica

Parlaci di più della tua attività Tica d’aiuto e volontariato
Da poco più di un anno vivo in Costa Rica senza fissa dimora, la mia casa sono i parchi nazionali e le riserve indigene dove svolgo attività di volontariato. Amo l’avventura, in tutti i sensi e per questo scrivo articoli e libri! Grazie all’attività di volontario, ho potuto vivere in posti bellissimi e inaccessibili ai più: dall’oceano verde della foresta sulla Cordigliera di Talamanca, vivendo con gli indigeni Cabecar e Bri Bri, all’Isla del Coco, l’isola più bella del mondo, così come ebbe a definirla Jaques Cousteau. Isola mitica, selvaggia e sperduta, immortalata da Robert Louis Stevenson nel romanzo ‘L’isola del Tesoro’ e da Steven Spielberg nel film “Jurassik Park” Da queste esperienze, in particolare dalla prima è nato il mio primo libro e intitolato Jameikari - Racconto bipolare, poi trasformato in progetto d’aiuto a una bimba indigena Cabecar di nome Gabriela, quella che segue è la sua pagina più importante, permettetemi di trascriverla:
Questo libro è stato scritto allo scopo di aiutare Gabriela, la bimba indigena Cabecar ritratta in copertina.
Tutti i proventi derivanti dalla vendita, saranno impiegati al fine di garantire a Gabriela una soddisfacente carriera scolastica, altrimenti preclusa. I fondi saranno direttamente gestiti dall’autore (io) e spesi direttamente dallo stesso in acquisti di materiale didattico, di cancelleria, divise scolastiche, spese per lo scuola bus e quant’altro dovesse occorrere. Grazie per aver collaborato a combattere l’ignoranza, genitrice della schiavitù non solo intellettuale. Grazie da tutti i bimbi del mondo. Potrete seguire direttamente gli aggiornamenti di questa dolce ed entusiasmante avventura sulla pagina Facebook ‘Jameikari’, questo è l’indirizzo: https://www.facebook.com/Jameikari
Il libro è in vendita anche in formato Kindle Ebook, al prezzo di 2,99 dollari, su Amazon.it

Un piccolo aiuto lo potete portare dando il vostro gradimento e condividendo la pagina Facebook. Un grazie particolare da parte di Gabriela.
Le ultime news su questa iniziativa, riguardano l’apertura di una pagina G+ e la stampa cartacea in corso del libro, con una tiratura iniziale di 500 copie. Spero che molti lettori aderiscano al mio appello, per poter dare un aiuto concreto e magari allargare il progetto stesso. Ora sto scrivendo un secondo libro, sempre ambientato tra i miei fantastici volontariati.

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Come ti sei integrato in una realtà così distante dalla Brianza?

Date queste premesse, l’integrazione con la realtà locale, è stata abbastanza semplice. Qui sono ammirato per ciò che faccio, qualche volta invidiato bonariamente e altre citato ad esempio. La cosa più complessa è stata per me, preciso commercialista, abituarmi all’approssimazione delle cose, degli orari, della vita in genere ma, alla fine, è tutto Pura vida. A proposito di questa espressione, a volte saluto altre esclamazione, ho scoperto che la mia Pura vida è uno stato psicofisico che non richiede sforzo, allontanando da me, credo in modo definitivo l’idea di tornare sui miei passi. Certo stando solo, sento la mancanza dei miei figli e degli ‘svizzeri’, così chiamo i miei nipotini, però quale migliore occasione per “costringerli” a venire a farmi visita, facendo loro scoprire questa magnifica terra e questa paradisiaca filosofia di vita?

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Che consigli puoi dare a chi ti sta leggendo dall'Italia e vorrebbe seguire le tue orme?

Molti connazionali mi scrivono per avere notizie e consigli sulla Costa Rica, in considerazione del fatto che collaboro col blog www.italiacostarica.com, scrivendo articoli sulle mie esperienze e conoscenze. A queste persone, alle quali consiglio di passare qualche tempo in Costa Rica, al fine di farsi un’idea del paese, prima del trasferimento definitivo, raccomando anche d’imparare molto bene il concetto che segue, raccomandazione rivolta soprattutto a chi intende aprire un’attività lavorativa in proprio: dove finisce la logica occidentale, inizia il resto del mondo. Quel che intendo dire, è che quasi tutte le cose che nel nostro mondo diamo per scontate, qui non lo sono per nulla. Molti poi arrivano nel paese, con presupposti errati e con la presunzione di avere idee migliori o di fare le cose meglio dei locali, trascurando il fatto che non sono in Italia: giocano in trasferta e non possono dettare le regole del gioco. Chi ha questi atteggiamenti, è destinato a essere tra i primi che torneranno da dove sono venuti.

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Che tipo di lavoro o attività è conveniente praticare per un italiano in Costa Rica?

Per quanto attiene il lavoro, suggerisco, indistintamente, di cercare la possibilità di continuare il lavoro che già si sa fare. Tenuto in considerazione che il cambiamento di paese, clima, abitudini e mentalità sono un grande peso,  aggiungere anche l’eventuale cambio lavorativo, potrebbe portare il carico a un valore eccessivo e difficile da reggere. Molti italiani visitano la Costa Rica da turisti, quasi tutti in agosto, qui mese invernale e piovoso. Moltissimi altri,  secondo stime recenti, qui vivono, il numero ipotizzato varia dai  30.000 ai 35.000 italiani, dei quali solo una minima parte registrata all’AIRE. I motivi della mancata iscrizione sono molteplici e riassumerli qui è impossibile. Va posto l’accento sul fatto che, chi non richiede la residenza costaricense, è costretto a uscire dal paese ogni novanta giorni per rinnovare il visto ‘turistico’ e non può essere regolarmente assunto, con gli ovvi risvolti negativi del caso.
Sono Tico
Grazie ai miei studi ho ottenuto da tempo la residenza e l’iscrizione al Seguro Social (il servizio sanitario). Sono titolare di conti bancari, cosa ormai divenuta difficile, sui quali ogni mese, viene versata la mia pensione direttamente dall’Italia. Ho due patenti costaricensi (moto e auto) e la Cedula (Carta d’identità), insomma non mi manca nulla sotto il profilo pratico e di regolarità. Nello stesso modo non manca nulla al mio spirito Tico, pronto per essere elevato verso il Nirvama che non dista più di due curve. Pura vida.

Gabriele Rivolta: Skype: galileo3257





Di Massimo Dallaglio 21/08/2013
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